lunedì 19 settembre 2016

Spaccacuore


Tempi difficili per i cuori teneri. Non molto graditi e sempre troppo maltrattati. Meglio munirsi di una scorza croccante che ci protegga dagli attacchi mirati. Io non ho mai spezzato un cuore, signor giudice, e se l'ho fatto a mia discolpa lo ammetto.. era soltanto un cuore di cioccolato.


Ingredienti:
200 g di buon cioccolato fondente
100 g di burro
130 g di zucchero
4 uova
50 g di farina 0

zucchero al velo


Sciogliete il cioccolato a bagnomaria. Non appena si sarà sciolto completamente unite il burro a pezzetti e fatelo sciogliere mescolando.
Dividete gli albumi dai tuorli e montate questi ultimi con lo zucchero. Aggiungete il composto al cioccolato e setacciatevi la farina. Montate a neve gli albumi e aggiungeteli mescolando delicatamente dall'alto verso il basso. Imburrate ed infarinate una teglia a cerniera da 24 cm e cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa mezz'ora. Sfornate, fate raffreddare e cospargete di zucchero al velo.



sabato 10 settembre 2016

Il colore dell'estate


Le case al sud sono bianche, con certe sfumature azzurre colte soltanto da occhi pigri e abituati al sole. Anche le luci che entrano dalle finestre sono bianche, accecanti, calde di un calore bello, che ti avvolge e non ti brucia. Le sedie sono di legno e le tovaglie hanno colori accesi e fiammanti. Gli odori sono di mare ed i sapori di salsedine. La frutta e la verdura hanno un profumo diverso, di verità e passione. Al sud non ti stanchi e se ti succede ti godi una siesta dopo un pranzo speciale, nella tua stanza, con l'aria sul viso, sospinta dalle tende che ballano cullate dal vento d'estate. Se non vuoi dimenticare cerca uno scatto, senza set, senza cavalletto. Ritaglia un fotogramma di vita vissuta e lui ti riporterà di colpo ad un caldo ed indimenticabile agosto.

Ingredienti

10 peperoncini tondi 
250 g circa di pangrattato
100 g circa di parmigiano o pecorino
5 pomodorini pachino
1 cucchiaio di capperi
prezzemolo
aglio
olio evo
sale


Tagliate le calotte ai peperoncini, mettetele da parte e pulite con cura l'interno.
Preparate il ripieno mescolando il pangrattato ed il formaggio grattugiato. Lavate i capperi, asciugateli ed aggiungeteli al composto. Unite anche i pomodori tagliati a pezzetti e un pezzetto d'aglio tritato. Condite il composto con abbondante olio evo e salate. Riempite i peperoncini con il ripieno, chiudete con la calotta e sistemateli su una teglia irrorata d'olio. Cuocete in forno caldo a 200° per circa 20 minuti. Fate raffreddare e servite.

domenica 28 agosto 2016

La vita è adesso


Non ho mai saputo cogliere l'attimo. Non sono mai stata fatalista e non ho mai saputo godere delle gioie del momento, troppo concentrata sui rimpianti e sui timori dei progetti che io stessa creavo.
Non so se per taluni è un pregio, ma per me il male peggiore è sempre stata l'empatia. Quella che mi fa leggere storie strazianti e mi fa sentire quel dolore insopportabile come se fosse mio, come se riuscissi in pochi attimi ad immedesimarmi in quel contesto, in quel male tremendo, tanto forte da potermi spezzare in piccoli pezzi come è accaduto a quelle persone che hanno perso tutto in un istante.
Quella maledetta empatia va di pari passo con una triste affinità, che mi riporta a me bambina quando per la prima volta a pochi anni sentii per la prima volta la parola terremoto. Ricordo i discorsi incomprensibili di mia mamma con le mie zie nella sala da pranzo ed io che le osservavo senza riuscire a capire bene, eppure tremavo un po' anche io. Non so come sia possibile questo ricordo e quella sensazione di allora, avevo poco più di cinque anni. Poi, qualche anno dopo, capii meglio. Accadde tutto in una notte, una notte in cui ad orari quasi cadenzati la terra cominciò a muoversi sotto di noi. Capii cosa voleva dire epicentro, movimento ondulatorio, sussultorio, capii che vivevamo sopra una bomba ad orologeria, capii seppur superficialmente come il nostro passato e le nostre tradizioni fossero esplose e morte per sempre all'alba del 28 dicembre 1908. E capii come ad ogni scossa la mente dei più grandi andasse sempre a quella terribile data che distrusse completamente ed in pochi secondi la nostra città e la nostra coscienza. Mentre ascoltavo quei racconti provavo a chiudere gli occhi allontanando quelle parole finché mio padre materializzò le nostre paure urlando che dovevamo assolutamente scappare via, che era troppo pericoloso restare in casa. Ed ecco le corse, tutti in macchina, via dalle case e via dalle zone attorniate da palazzi e costruzioni. Ci fermammo in un'area libera, non c'era nulla attorno a noi, soltanto il nostro terrore. Qualcuno riuscì a dormire in auto mentre io continuavo a chiedermi se mai avrei potuto dimenticare quella paura, la terribile sensazione di essere senza scampo, il momento in cui realizzi che il tuo nido, la cosa più sicura che hai, può trasformarsi nella tua prigione.
Adesso invece penso a chi non è riuscito a scappare lo scorso 24 agosto. Non riesco a darmi pace. Detesto tutto quel vociare, le critiche, le accuse, i veleni, la cattiveria, la speculazione, il razzismo, soprattutto sui social. Il progresso ci ha regalato uno strumento utile per connetterci contribuendo notevolmente allo scambio di informazioni, solidarietà ed aiuti, materiali e non. Ma quanto marciume attorno, quante vane parole? 
Se non si è in grado di agire in modo costruttivo bisogna soltanto affidarsi al silenzio. Il diritto di parola possiamo anche ogni tanto metterlo da parte aderendo al buonsenso. Restiamo uniti, in silenzio, nel rispetto di chi parole e lacrime non ne ha più.
Sono tornata dalla vacanze con questa tristezza che non posso e non voglio sciogliere. Spero che serva a me stessa per cominciare ad usare una bilancia nei miei giorni, per imparare a soppesare fatti, parole e persone.
E torno al blog perché torno alla mia vita, offrendovi una ricetta che vuole fissare l'estate in un ricordo, in un colore ed in un momento: adesso.


Ingredienti per due persone:

180 g di spaghetti
1 melanzana tonda
500 g di passata di pomodoro
1 spicchio d'aglio
parmigiano o ricotta salata grattugiata
olio evo
olio di semi di arachidi
basilico
sale

Tagliate la melanzana a fette e friggetele in abbondante olio di arachidi. Fatele asciugare sopra un foglio di carta assorbente. Nel frattempo rosolate uno spicchio d'aglio in tre cucchiai di olio evo, unite la passata di pomodoro, fate cuocere per circa 20 minuti e alla fine salate condendo con un filo d'olio evo. Cuocete gli spaghetti al dente, scolateli, conditeli con la salsa di pomodoro ed avvolgeteli nelle fette di melanzana, fermandoli con qualche stuzzicadenti. Cospargete con il parmigiano o la ricotta grattugiata e decorate con foglie di basilico.





sabato 30 luglio 2016

Breve intervallo tra due sogni



Ho fatto lunghe passeggiate, con un vento che sferzava ogni movimento. Ho guardato tramonti indimenticabili, con il sole rosso che cadeva a picco sul mare. Ho vissuto quella sensazione sconosciuta chiamata noia. Ho preso una pausa dalla vita e l'ho trascorsa nel posto più bello che io conosca. 


Ingredienti:
150 g di farina d'avena
50 g di farina 0
100 g di granella di nocciole
50 g di burro
1 uovo
100 g di zucchero
1 pizzico di sale



Impastate tutti gli ingredienti e con l'impasto ottenuto formate delle piccole palline che porrete su una teglia ricoperta da carta forno. Schiacciate leggermente le palline e infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti. Fate raffreddare e servite.


Quando sono tornata ho preparato questi biscotti, perché avevo bisogno di semplicità e tempo per me, altrimenti dimentico troppo in fretta, troppo...
E nel frattempo mi sono preparata per il prossimo sogno, per la prossima scia di sole.
Sono latitante me porto tutto con me, in un bagaglio invisibile e pesante.




A presto... buona estate, buona vita



sabato 9 luglio 2016

Come aquiloni


Le strade corrono parallele, quegli incontri ai bivi, agli angoli, nelle aree di sosta della vita ti riempiono spesso di ricchezza, di scambi di felicità. Ti dici spesso che sono piccoli miracoli di cui farne tesoro e ti prepari a vedere con un emozionato malincuore chi spicca il volo accanto a te. Chi ti ha abbracciato senza parole, chi ti ha offerto mille caffè al ginseng per strapparti un sorriso, chi ha riso, lottato, regalato sogni e folli idee. Non sono brava a lasciar andare, lo so. Buona fortuna my friend, ci incontreremo di nuovo, magari davanti al bancone di un bar a strisce e stelle..

Ingredienti:

Per la base:
150 g di farina di tipo 0
150 g di farina integrale
150 ml di acqua
50 ml di olio evo
1 pizzico di sale

Per il ripieno:
1/2 cipolla
1 zucchina
5 fiori di zucca
10 pomodorini
10 olive verdi denocciolate
pangrattato
olio evo
sale



Per la pasta mescolate in una ciotola le due farine, l'olio ed il sale. Versate poco per volta l'acqua, trasferite la pasta sopra un piano di lavoro ed impastate fino ad ottenere un composto sodo ed elastico. Avvolgete la pasta nella pellicola e fatela riposare in frigo per mezz'ora.
Rosolate la cipolla con 4 cucchiai d'olio, aggiungete le zucchine e cuocete fino a quando saranno morbide, aggiungendo acqua o brodo caldi quando necessario. A fine cottura aggiungete i pomodorini e i fiori di zucca e salate.
Stendete la pasta in una teglia di circa 24 cm, cospargete con il pangrattato e riempite con le verdure raffreddate e con le olive. Condite con un filo d'olio e chiudete i bordi. Con la pasta avanzata ritagliate le stelline con l'aiuto di una formina e appoggiatele sulla crostata. Spennellate le stelline ed i bordi con un po' d'olio e cuocete in forno ventilato preriscaldato a 180° per circa mezz'ora.


lunedì 20 giugno 2016

New York, New York


Un viaggio, un sogno. Perdersi tra strade immense, riconoscerne i numeri, vivere di notte tra i fumi dai marciapiedi. Le punte dei grattacieli che non entrano negli obiettivi delle macchine fotografiche, il parco più famoso del mondo, sirene tra gli incendi, i colori, le mode e le follie. La gioventù, i taxi, i drink, i sandwich. Freddo, caldo, energia. La voglia di restare, nessuna nostalgia. Cambiare stile e vivere dentro un film. Fermarsi ad un check-in pensando soltanto a strappare il biglietto di ritorno. 

Assaggiare una vera cheesecake..



Ingredienti per una teglia di 24 cm

Per la base:
250 g di biscotti digestive
100 g di burro 

Per il ripieno:
250 g di Philadelphia
250 g di ricotta
2 uova + 1 tuorlo
90 g di zucchero
100 ml di panna fresca
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di amido o farina
1 pizzico di vaniglia bourbon

Per decorare:
Frutti di bosco

Per la salsa:
Una vaschetta di fragole
2 cucchiai di zucchero al velo



In un mixer tritate finemente i biscotti, amalgamateli con il burro fuso e stendete il composto ottenuto in una teglia con il cerchio apribile. Pressate bene il fondo ed i bordi e lasciate riposare in frigo per 30 minuti.
Preparate il ripieno montando le uova con lo zucchero. Unite sempre mescolando con una frusta la ricotta, il philadelphia e la panna fresca. Aromatizzate con il limone e la vaniglia e setacciate un cucchiaio di amido. Versate il composto sui biscotti e cuocete in forno preriscaldato a 170°C per 50 minuti. Una volta cotta fatela raffreddare e poi fate riposare in frigo per almeno 6 ore (meglio se per tutta la notte). Decorate con i frutti di bosco e se gradite versate sulla cheesecake una salsa alle fragole preparata cuocendo le fragole in padella con due cucchiai di zucchero al velo. 



P.s Fondamentale è il rapporto tra gli ingredienti e la misura della teglia, se ne usate una più grande (es. 26 cm) aumentate la dose dei biscotti a 300 g, lo zucchero a 120 g, aggiungete 250 g di mascarpone ed utilizzate 3 uova intere.

martedì 14 giugno 2016

Polpette di zucchine, olive e menta


Ci sono cose che non riesco a spiegare. Sapori che non tollero in alcune forme e che diventano adorabili in altre. Odio il gelato alla fragola ed impazzisco per i dolci alle fragole. Odio la bevanda alla menta ma non posso fare a meno di profumare le verdure con questa essenza. E trovo veramente estenuante rispondere alla domanda: "ti piace la menta?" Sì, no, forse, oggi sì, domani no. Saranno pure fatti miei.
Ma soprattutto non voglio più rimanere senza parole quando mio figlio mi offre sorridente il suo gelato verde fosforescente ed alla mia faccia disgustata dichiara: "e allora io non mangio le tue polpette!" 

Beh tesoro, non sai cosa ti perdi!


Ingredienti:
400 g di zucchine
una decina di olive verdi
2 fette di pancarré
un uovo piccolo
olio evo
1 spicchio d'aglio
foglie di menta
pangrattato
latte
sale

Lavate e tagliate le zucchine a pezzetti. Mettete due fette di pancarré a bagno in un po' di latte. Scaldate 2 cucchiai d'olio in un tegame con uno spicchio d'aglio e fate rosolare le zucchine, cuocendole per circa 20 minuti e aggiungendo acqua o brodo caldi quando necessario. Non appena saranno cotte salatele, fatele raffreddare e trasferitele in una ciotola. Aggiungete l'uovo ed il pancarré strizzato. Unite le olive sminuzzate, la menta ed un pizzico di sale. Amalgamate l'impasto unendo un po' di pangrattato se dovesse risultare troppo morbido. Formate delle palline, fatele rotolare nel pangrattato e ponetele su una teglia ricoperta di carta forno. Distribuite un filo d'olio sulle polpette e cuocete in forno ventilato preriscaldato a 180° per circa mezz'ora. Fate intiepidire e servite.